COSA E' REIKI
Anche per chi pratica Reiki da molti anni, anche per chi è Maestro di Reiki da molto tempo, non è facile rispondere a questa domanda.
Innanzitutto è bene chiarire che non ci sono molti tipi di Reiki, ma molti modi diversi di praticare, di intendere e di conoscere Reiki.
Ognuno è libero di scegliere il modo che ritiene più opportuno e adeguato alle proprie esigenze.
Reiki non è una religione perchè non è un sistema di regole che dicono come o quale divinità adorare.
Reiki non è una disciplina perchè non ci sono esercizi.
Reiki non è una filosofia o una scienza perchè non pretende di spiegare o sperimentare o dimostrare attraverso la ragione.
Reiki non ha nulla a che vedere con la medicina o la psicologia perchè non si occupa di debellare i sintomi fisici o psichici, non utilizza sostanze di alcun tipo, ma cerca di risalire
alla causa spirituale della sofferenza.
REIKI è una parola giapponese che significa "Energia Vitale Universale" e nasce dall'unione di due concetti:
REI che possiamo definire come Forza Spirituale e che contiene gli ideogrammi che in giapponese significano "Pioggia" , "Bocche" e "Fare sacrifici"
KI che è un concetto fondamentale nella Medicina Tradizionale Cinese e nelle Arti Marziali e che possiamo tradurre come "Energia che scorre nel Corpo"
o "Forza Interiore".
Qui ritroviamo l'ideogramma che rappresenta la pioggia insieme ad un altro che significa "Chicco di Riso"
Come funziona Reiki? Perché si guarisce?
Può sembrare una affermazione paradossale, ma non c'è nulla da cui guarire perchè la malattia è già la cura.
La malattia è la cura della nostra anima.
Quando una persona, di fronte a un sintomo, dice di voler guarire, bisogna capire se vuole rimettere tutto come era prima o se è disposta a cambiare le proprie abitudini di vita.
La malattia è il segnale che bisogna cambiare.
Possiamo parlare del corpo fisico come una specie di involucro che contiene gli organi preposti al mantenimento della vita. Sorvolando sull'aspetto anatomo-fisiologico, che tratteremo in altra
sede, all'interno del corpo esistono anche sottili e complesse elaborazioni degli stimoli esterni che vanno sotto il nome di emozioni, sentimenti, sensazioni, pensieri etc. Immaginiamo una serie
di bamboline russe una dentro l'altra, dalla più grande alla più piccola. Chiameremo quest'ultima essenza, o anima, o principio informatore. Questa piccola bambolina conosce perfettamente il suo
compito e informa di sé tutte le altre, che ne sono il riflesso.
Mano a mano che cresciamo, informazioni sempre più numerose e conflittuali entrano nel nostro organismo e interferiscono con l'originaria purezza del principio informatore. D'altra parte è anche
una prova, una sfida, quella di riuscire a mantenere o ritrovare la natura originaria. Gesù dice che per entrare nel Regno dei Cieli occorre "ritornare come bambini..." Se le bambole più grandi
cominciano a deformarsi o a danneggiarsi, la bambolina piccolina in qualche modo deve manifestare che qualcosa non sta andando secondo i piani stabiliti, che l'integrità delle varie parti è
minacciata e a lungo andare potrebbe portare alla distruzione del sistema.
Il dolore è l'informazione che qualcosa non va, lo stesso dolore che ci fa togliere la mano dal fuoco ci dice anche che stiamo andando nella direzione sbagliata, o perlomeno che non stiamo
realizzando la nostra vita, ma forse quella di qualcun altro. Il bambino impara alla svelta a comportarsi come ci si aspetta da lui per ricevere amore, ma così facendo, anno dopo anno, finisce
per imparare a vivere più in funzione delle aspettative e dei giudizi degli altri che per se stesso e secondo i propri veri desideri. Che succederebbe alla mano che sta sul fornello acceso se
invece di toglierla rapidamente dal fuoco prendessimo una pasticca di qualche sostanza antidolorifica? Ammesso che facesse effetto immediatamente e che la mano rimanesse sul fuoco, non sentiremmo
più dolore, ma la mano dopo un po', non esisterebbe più, sarebbe bruciata completamente.
E' ovvio che questi esempi sono paradossali, ma ci servono per comprendere in che modo funziona il sistema Mente/Corpo. Il dolore ci informa che qualcosa non va. E il dolore non riguarda
solo il corpo, ma tutto l'ambito relazionale della nostra vita. L'interazione con i genitori, con i parenti, con gli insegnanti, con i media, con l'autorità, con il lavoro, con il marito o con la
moglie influenzano continuamente le nostre scelte. Esiste una linea fragilissima che si snoda fra gli eventi esterni e il nostro modo di integrarli nella nostra vita.
Questo si chiama cammino di crescita. Occorre grande lucidità, maturità e responsabilità per riuscire a seguire questo filo che passa attraverso tutti gli estremi: tra vita e morte, fra te e me,
fra le mie esigenze di uomo e le mie responsabilità come padre, fra la solitudine e la dipendenza, fra gli istinti bestiali e la più elevata spiritualità.
La vita si snoda attraverso continui conflitti, che altro non sono che prove che permettono alla mia anima di compiere il suo passaggio in questa vita. Quando non voglio vedere un conflitto,
questo deve trovare un modo per manifestarsi. Il modo è il dolore. Il dolore non è una punizione, non è una necessaria condizione dell'esistenza umana, non siamo nati per soffrire né la
vita è sofferenza. Il dolore è un segnale che richiama la nostra attenzione su noi stessi quando ci stiamo dimenticando di chi siamo e di cosa vogliamo veramente. Diventiamo ciechi quando non
vogliamo vedere, non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire, restiamo paralizzati in un letto quando non vogliamo più andare avanti, perdiamo la voce quando abbiamo paura di dire la verità.
La vita dell'adulto è piena di conflitti. Compito dell'adulto è sviluppare la capacità di risolvere tali conflitti, e risolverli con amore, integrità e rispetto. Da qui si arriva alla saggezza.
La malattia è il conflitto che non voglio vedere, che mi rifiuto di accettare, la malattia è la scelta che non voglio compiere, è la vita che non voglio vivere.
E se io non voglio vivere la mia vita, mi ammalo. E se continuo a essere quello che gli altri vogliono che io sia, mia ammalo ancora più gravemente. E se prendo pastiglie per risolvere il
conflitto, o bevo o mi drogo o mi distraggo da me in qualunque modo, la malattia diventa ancora più forte, grida con voce sempre più alta per farsi sentire. E se un giorno un signore in camice
bianco mostrandomi una lastra mi dice che mi rimangono pochi mesi di vita, quello è uno specchio in cui posso finalmente vedere, forse, quello che io mi sono fatto.
La lastra è una foto che indica chiaramente a che livello di menzogna io sono nei miei confronti, quanto profondamente ho mentito a me stesso, quanto sono stato incapace di onorare i doni
ricevuti, di riconoscere i miei sentimenti e di esprimerli. Le persone che guariscono dai tumori sono semplicemente persone che finalmente hanno scelto di vedere, di aprire la mente e il cuore e
cominciare a recuperare il tempo perduto. Come ci si ammala, così si guarisce…
Reiki ci aiuta a guarire perchè semplicemente ci rende consapevoli del significato della malattia.
Possiamo quindi affermare che dal punto di vista spirituale ogni disturbo è di origine psicosomatica. Come potrebbe essere altrimenti? Psiche significa "Mente" e soma significa "Corpo". Il
processo psicosomatico si mette in atto quando non voglio riconoscere consapevolmente l'esistenza di un conflitto in qualsiasi aspetto della mia vita e conseguentemente non mi prendo la
responsabilità di risolverlo. Allora è il corpo che si incarica di dirimere la controversia. La somatizzazione è il trasferimento dell'incarico di risoluzione del conflitto dalla Mente, che ha
strumenti come la logica, la fantasia, l'astrazione, l'analisi, la sintesi, al Corpo, che utilizzerà le escrezioni, le secrezioni, gli organi di senso, le ghiandole, gli organi interni, i tessuti
etc. per risolvere il problema.
Un esempio per tutti: se qualcuno mi sta sullo stomaco, se proprio non posso mandarlo giù, se quello che fa o che dice non lo posso digerire, e io non mi prendo scientemente la briga di
dirglielo, sarà il mio corpo a fare di tutto per digerire il boccone amaro: immettendo sempre maggiori quantitativi di enzimi digestivi. Ma siccome la situazione pesante non è dentro la pancia
nella realtà, a lungo andare gli acidi gastrici corroderanno le pareti dello stomaco stesso. E quando mi verrà l'ulcera, potrò scegliere se decidermi finalmente a risolvere da persona matura il
conflitto oppure nascondermi dietro una pastiglia di anti-acido. Nel primo caso guarisco, nel secondo obbligo l'organismo a continuare a farsi carico di una situazione difficile e con il farmaco
indebolisco la sua azione risolutiva. Sto praticamente sparando sulle mie truppe. Il corpo aumenterà le dosi di enzimi, io quelle di farmaci finché il sintomo da acuto diventerà cronico e poi
sindrome e così via.
Il processo di guarigione
Attraverso il condizionamento subìto fin dall'infanzia abbiamo imparato così bene a prendere le distanze dalle nostre emozioni e dalla nostra verità che a volte risulta difficile entrare in
contatto con noi stessi e riconoscere quello che davvero sentiamo. Quello che accade con Reiki è che attraverso il trattamento o l'iniziazione si inverte il processo della malattia.
Il corpo viene nutrito di nuova energia che libera i blocchi e riporta alla consapevolezza le cause della sofferenza. E' come se si invertisse il processo psico-somatico: nell'esempio
precedentemente citato, quando do Reiki allo stomaco, progressivamente l'ulcera guarisce, perché sanando il conflitto sul piano fisico, l'informazione ritorna alla coscienza, da dove era partita.
Un esercito fresco e riposato sconfigge le truppe che assediano la cittadella e ne liberano gli abitanti: in questo caso le emozioni e i pensieri. Si chiama processo di guarigione il continuo e
progressivo afflusso di informazioni, sotto forma di sentimenti, situazioni, ricordi, pensieri che affluisce dal corpo agli strati superiori della coscienza. E' un passaggio obbligato richiesto
dalla natura stessa dell'intervento.
Reiki guarisce in modo naturale, non si occupa di debellare un sintomo o di asportare un organo, ma nel rispetto dell'interezza dell'individuo ricerca la causa prima che ha determinato
l'insorgere della malattia. Quasi sempre la causa è nell'infanzia, a volte è di natura karmica e quindi riguarda addirittura le vite passate, a volte riguarda una situazione presente o recente.
La causa più frequente è la mancanza di amore e di protezione, nelle patologie più gravi la violenza fisica o psicologica.
Chi vuole guarire deve essere disposto a guardare il film della sua vita e ricercare con onestà e chiarezza tutti i "vuoti di amore" e cominciare a riempirli con le proprie mani. Deve togliere
gli scheletri dagli armadi e dargli finalmente sepoltura e lasciarli andare con Dio. Deve prendere per mano quel bambino ferito che è dentro di lui e dargli tutto l'amore e la protezione che non
ha ricevuto.
L'adulto deve fare pace con se stesso e gli altri e smettere di colpevolizzare o fare la vittima, smettere di giudicare, di ferire, di odiare se stesso e gli altri, smettere di chiudere la
propria vita in un personaggio che fa o dice esattamente ciò che si aspetta da lui.
Guarire significa imparare ad amarsi, a onorarsi, a rispettarsi.
Reiki non opera in contrasto con le terapie convenzionali nè pretende di sostituirsi ad esse. Sono anzi molti i medici e gli psicologi onesti e coscienziosi che dopo aver praticato loro stessi
Reiki lo consigliano ai loro pazienti, affinchè ne traggano benefici.
Integrità dell'insegnamento di Reiki
Reiki è una disciplina giovanissima in Occidente. La sua diffusione inizia negli anni 80 e trova immediatamente un terreno fertile per crescere assumendo in pochi anni proporzioni considerevoli.
Soprattutto negli ultimi anni, data la semplicità e l'efficacia di Reiki, questo metodo di Guarigione Naturale conosce una impressionante espansione, a scapito a volte, di una corretta e fedele
trasmissione delle informazioni concernenti le origini, la storia, la pratica.
A garantire la costante riproduzione dell'insegnamento da Usui ai suoi successori provvede la Tradizione Orale: ogni dato viene passato di Maestro in Maestro dopo lunghi anni di apprendistato e
di pratica con l'incarico preciso e la responsabilità di mantenere immutata sia la forma che l'essenza dell'insegnamento. Reiki nella corretta forma in cui viene tramandato è un Sistema, e come
tale è composto da elementi che non possono mutare singolarmente senza alterare il significato complessivo e l'efficacia stessa della Pratica.
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